“Bhè,
è solo una notte in hotel, cosa vuoi che succeda?” dissi io per
incoraggiarmi.
Non
sapevo ancora cosa stava per accadere, quella notte.
Dopo
il primo giorno di visita al Vittoriale degli italiani, noi, la 3^A,
e la 3^B, ci fermammo presso un albergo di Montichiari:
l’ hotel
“Garda”, 4 stelle, 2 piani e una cucina sublime. Insomma, un bel
posticino.
Dopo
una lunga coda per entrare all’ interno, riuscimmo finalmente ad
avere la nostra camera. Dico “riuscimmo” perché le camere erano
divise a trii. Io ero con due miei amici: Thomas e Simone.
-Ecco
a voi ragazzi: é la numero 104. Buon soggiorno!
Fatte
tre rampe di scale, potemmo finalmente vedere la nostra stanza: aveva
3 letti singoli, un bagno abbastanza grande e una televisione. Il
resto era solo arredamento. La prima cosa che facemmo fu ristorarci
per un’ oretta , per poi prepararci alla cena.
Erano
le 8 quando ci servirono il primo piatto.
Mangiammo
delle ottime pietanze e, verso le 9, tornammo nel nostro alloggio.
Era
tutto stranamente normale: Simone si stava facendo un bagno nella
vasca, io oziavo e Thomas guardava una partita di calcio in TV.
Procedeva
tutto per il verso giusto, e, verso le 10 e mezza, ognuno di noi era
ben lavato e già pronto per dormire.
Stavo
per accettare quella situazione, finchè non successe. Quell’ unica
frase scatenò una guerra. Simone richiamò l’ attenzione su di sé
e disse:
-Facciamo
wrestling!
Appena
pronunciate quelle parole, il pandemonio iniziò: Emanuele attaccò
Simone spingendolo sul letto e facendogli una leva e io mi nascosi
nell’ armadio sperando di non essere coinvolto. Tutto inutile. Era
"un tutti contro tutti".
Simone
si accorse della mia assenza e, senza troppa fatica, mi trovò.
Era
troppo tardi per tirarsi indietro e quindi reagii. Con un urlo
spartano mi unii alla lotta.
Non
si capiva chi stesse vincendo o perdendo, ma una cosa era certa: se
qualcuno avesse abbassato la guardia, sarebbe stato fatale…
Cercai
disperato di ottenere aiuto dalle altre stanze tramite il telefono
fisso presente sul comodino. Però era praticamente irraggiungibile:
lontano da me e vicino ai miei nemici. E allora decisi di resistere
fino a quando essi non si fossero addormentati, ponendo così fine alla
famigerata battaglia.
Inaspettatamente,
a mezzanotte circa, ci fu un momento “di stallo”.
Ma
non ero tranquillo: da quando lo scontro era iniziato erano passate 2
ore e le cose che avevo visto mi avevano traumatizzato.
Emanuele
fece la prima mossa. Fu un errore letale. Saltò addosso a Thomas.
Lui reagì e finirono entrambi a terra: era il mio momento!Aggredii
entrambi e in quell’ istante il caos regnò. Dopo 10 minuti di
combattimento selvaggio, mi alzai e rimossi la chiave magnetica che
dava l’ elettricità alla camera. L’ oscurità cadde e, si sa , i
predatori agiscono di notte...
Mi
lanciai addosso a quelli che credevo fossero i miei coinquilini.
Sfortunatamente, ottenni solo un bernoccolo in testa. Infatti sbattei
contro il comodino e mi rannicchiai a terra depresso.
Io
ero quello più energico. Emanuele e Thomas si erano arresi e
giacevano nei rispettivi letti, quindi mi proclamai vincitore e la
guerra finì. Ma non ero ancora soddisfatto. Volevo ancora
divertirmi.
Di
conseguenza, iniziai a cantare e ballare. Emanuele mi seguì.
Fu
la piccola scintilla che fece scoppiare Thomas. Si alzò in piedi ed
urlò:
-Smettetela
in 5 secondi o vado a dormire in bagno.
Lo
ignorammo e allora iniziò il conto alla rovescia:
-5…4…3…2…1…ora
basta! Vado a dormire!!!
E
fu in quel momento che la notte finì.
La
mattina dopo ci comportammo come se nulla fosse successo. In realtà,
quell’ esperienza ci ha segnati nel profondo ma, soprattutto, ...il
bagno non era comodo.👎